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Food cost: stesso piatto, 31,9% in sala e 45,6% in delivery. Ecco dove sparisce il margine

Esempio: la stessa bowl di pollo a 16,00 € IVA esclusa ha un food cost del 31,9% in sala e del 45,6% in delivery. Formula e intervalli per tipologia di locale.

Di KitchenCost
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Aggiornato 10 mag 2026
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In questa pagina
IndicatoreValore
FormulaFood cost (%) = Costo materie prime / Prezzo IVA esclusa × 100
Esempio salaBowl di pollo: 5,10 € / 16,00 € = 31,9%
Esempio deliveryStessa bowl: 7,30 € / 16,00 € = 45,6%
IntervalliBar/caffetteria 22-32%, trattoria 28-36%, pizzeria 26-34%, catering 30-40%
Routine25 minuti a settimana: i 10 piatti più venduti, ricalcolo per canale

“Si lavora tanto, ma il margine resta troppo basso.”

Per molte attività di ristorazione il problema non è vendere. Il problema è aggiornare costi e prezzi con continuità: quando gli acquisti salgono e il listino resta fermo, la redditività si assottiglia.

In sintesi

  • Il food cost va gestito per categoria e per canale (sala, asporto, delivery)
  • Un unico obiettivo percentuale per tutto il menu è spesso fuorviante
  • Meglio controlli brevi e frequenti che revisioni rare e pesanti
  • Senza porzioni standard, i numeri sono poco affidabili

Formula base

Food cost (%) = Costo materie prime / Prezzo di vendita IVA esclusa × 100

Il prezzo va sempre preso al netto dell’IVA: in sala e per asporto o delivery di piatti pronti l’aliquota è in genere del 10%, quindi un piatto a 17,60 € in carta vale 16,00 € di ricavo.

La formula è semplice. Il punto critico è il dato di partenza.

  1. Nel costo delle materie prime stai includendo scarto e calo peso?
  2. Usi il prezzo effettivamente incassato, al netto di sconti e promo?
  3. Tieni separati i costi specifici del delivery?

Se una risposta è “no”, il risultato può sembrare corretto ma portarti a decisioni sbagliate.

Intervalli operativi (da personalizzare)

TipologiaIntervallo osservatoPunto critico
Bar / caffetteria / pasticceria22-32%invenduto e costo del lavoro
Trattoria / bistrot28-36%prezzi d’acquisto variabili e porzionatura
Pizzeria / burger26-34%commissioni delle piattaforme e promozioni
Catering30-40%logistica e scostamenti sull’evento

Sono riferimenti pratici, non regole rigide.

Esempio pratico: stesso piatto, margine diverso

Prendiamo una bowl di pollo.

  • Costo materie prime per porzione: 4,90 €
  • Packaging: 0,90 € in delivery, 0,20 € in sala/asporto
  • Costi variabili della piattaforma attribuiti al piatto: 1,50 € in delivery
Costo totale sala = 4,90 + 0,20 = 5,10 €
Costo totale delivery = 4,90 + 0,90 + 1,50 = 7,30 €

Con un prezzo di 16,00 € IVA esclusa:

Food cost sala = 5,10 / 16,00 = 31,9%
Food cost delivery = 7,30 / 16,00 = 45,6%

Stessa ricetta, impatto economico molto diverso. E l’esempio è prudente: qui la piattaforma pesa solo 1,50 €, mentre le commissioni di Glovo, Deliveroo o Just Eat spesso stanno tra il 15% e il 35% del prezzo, più IVA al 22% sulla commissione. Per il calcolo completo per ordine vedi la guida al delivery.

Errori più frequenti

  1. Prezzo uguale su tutti i canali
  2. Porzioni “a occhio”
  3. Basi e salse non valorizzate come semilavorati
  4. Prezzi d’acquisto aggiornati in ritardo
  5. Analisi solo a fine mese

Routine operativa in 25 minuti

  1. Estrai i 10 piatti più venduti
  2. Aggiorna prezzi d’acquisto, scarto e packaging
  3. Ricalcola il food cost per canale
  4. Evidenzia i 3 piatti peggiorati di più
  5. Decidi subito: prezzo, porzione, ricetta o un mix

Quando aumentare il prezzo

Tre domande utili:

  • L’aumento dei costi è temporaneo o strutturale?
  • Il piatto è molto sensibile al prezzo?
  • Puoi recuperare margine ottimizzando la ricetta prima di alzare il listino?

In genere piccoli adeguamenti frequenti sono accettati meglio di un aumento forte ogni sei mesi.

Guide correlate

Da ricordare

  1. Il food cost è utile solo se calcolato con costi completi
  2. Il controllo per canale è indispensabile
  3. Una routine costante protegge il margine più di un controllo saltuario

Per automatizzare i calcoli ricetta per ricetta, puoi provare KitchenCost.

Domande frequenti

Quale food cost dovrebbe avere un locale indipendente?

Non esiste una percentuale valida per tutti. Il target dipende da format, costi fissi, personale e canali di vendita.

Conviene mantenere lo stesso prezzo tra sala e delivery?

Non sempre. Il delivery aggiunge costi variabili (commissioni, packaging, promozioni) che possono ridurre parecchio il margine.

Ogni quanto va ricalcolato il costo delle materie prime?

Almeno una revisione completa al mese. Per i piatti più venduti o con ingredienti dal prezzo instabile, meglio un controllo settimanale.

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