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Margine e ricarico: perché un ricarico del 200% non significa un margine del 200%

Un ricarico del 200% corrisponde solo al 66,7% di margine. Esempio: piatto che costa 6 € venduto a 15 €, ricarico 150%, margine 60%, moltiplicatore 2,5. Tabella di conversione.

Di KitchenCost
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Aggiornato 10 mag 2026
marginericaricomoltiplicatoreprezziristorazione
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IndicatoreValore
Formula ricarico(Prezzo IVA esclusa − Costo) / Costo × 100
Formula margine(Prezzo IVA esclusa − Costo) / Prezzo IVA esclusa × 100
EsempioPiatto che costa 6 €, venduto a 15 €: ricarico 150%, margine 60%, moltiplicatore ×2,5
Errore tipicoDire “150% di margine”: in realtà è un ricarico
ConversioneUn ricarico del 200% equivale a un margine di appena il 66,7%

In molti locali si sente dire: “Applico un ricarico del 200%, quindi sono a posto”.

In realtà non basta. Ricarico e margine sono collegati, ma non equivalenti: se li confondi, rischi di fissare prezzi non sostenibili.

In sintesi

  • Il ricarico è uno strumento per costruire il prezzo
  • Il margine misura il risultato economico reale
  • Usare il dato sbagliato porta a decisioni sbagliate
  • Con delivery e promozioni, l’errore pesa ancora di più

Formule fondamentali

Ricarico (%)   = (Prezzo IVA esclusa − Costo) / Costo × 100
Margine (%)    = (Prezzo IVA esclusa − Costo) / Prezzo IVA esclusa × 100
Moltiplicatore = Prezzo IVA esclusa / Costo

Conversione utile (valori in %):

Margine  = Ricarico / (100 + Ricarico) × 100
Ricarico = Margine / (100 − Margine) × 100

Un riferimento che molti conoscono: food cost al 30% = margine lordo del 70% = ricarico del 233% circa = moltiplicatore ×3,33.

Esempio immediato

  • Costo del piatto: 6,00 €
  • Prezzo IVA esclusa: 15,00 €
Ricarico       = (15 − 6) / 6  = 150%
Margine        = (15 − 6) / 15 = 60%
Moltiplicatore = 15 / 6        = ×2,5

Dire “150% di margine” è sbagliato: quello è un ricarico.

Tabella rapida di conversione

RicaricoMoltiplicatoreMargine equivalente
100%×2,050,0%
120%×2,254,5%
150%×2,560,0%
200%×3,066,7%
250%×3,571,4%

Una tabella così evita incomprensioni tra cucina, amministrazione e titolare.

Dove si perde davvero il margine

Scenario tipico:

  • Prezzo impostato con un ricarico standard
  • Poi arrivano commissioni delivery, packaging e promozioni
  • Il ricarico sulla carta resta uguale, ma il margine reale scende

Risultato: volumi alti, margine unitario debole.

Metodo consigliato

  1. Definisci il costo completo (materie prime, scarto, costi variabili del canale)
  2. Imposta il prezzo iniziale con un ricarico obiettivo
  3. Misura il margine reale ogni settimana
  4. Correggi in fretta prezzo, ricetta o porzione dove serve

Segnali da tenere d’occhio

  • Piatti molto venduti con utile unitario basso
  • Grande differenza di margine tra sala e delivery
  • Prezzi fermi mentre i prezzi d’acquisto salgono
  • Promozioni frequenti senza una soglia minima di redditività

Guide correlate

Da ricordare

  1. Ricarico e margine non sono sinonimi
  2. Senza una conversione corretta, la strategia di prezzo si distorce
  3. Il ricarico serve a impostare il prezzo, il margine a governarlo

Se vuoi vedere costo e margine di ogni piatto senza rifare i conti a mano, puoi usare KitchenCost.

Domande frequenti

Margine e ricarico sono la stessa cosa?

No. Il ricarico parte dal costo per costruire il prezzo. Il margine misura quanto utile resta sul prezzo di vendita.

Perché confonderli è pericoloso?

Perché un ricarico alto può nascondere un margine reale più basso, soprattutto quando aumentano i costi variabili.

Quale indicatore devo usare nella gestione quotidiana?

Usa il ricarico (o il moltiplicatore) per impostare il prezzo iniziale e il margine per controllare la redditività reale per canale e categoria.

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